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Parrocchia San Michele Arcangelo |
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San Biagio Vescovo e Martire Morto a Sebaste (Armenia), ca. 316 Secondo una tradizione, fu vescovo di Sebaste in Armenia e morì martire sotto Licinio (ca. 316). San Biagio lo si venera tanto in Oriente quanto in Occidente, e per la sua festa è diffuso il rito della "benedizione della gola", fatta poggiandovi due candele incrociate (oppure con l'unzione, mediante olio benedetto), sempre invocando la sua intercessione. L'atto si collega a una tradizione secondo cui il vescovo Biagio avrebbe prodigiosamente liberato un bambino da una spina o lisca conficcata nella sua gola. Per Biagio i racconti tradizionali, seguendo modelli frequenti in
queste opere, che vogliono soprattutto stimolare la devozione dei cristiani,
sono ricchi di vicende prodigiose, ma allo stesso tempo incontrollabili. Il
corpo di Biagio è stato deposto nella sua cattedrale di Sebaste; ma nel 732 una
parte dei resti mortali viene imbarcata da alcuni cristiani armeni alla volta di
Roma. Una improvvisa tempesta tronca però il loro viaggio a Maratea (Potenza).
Qui i fedeli accolgono le reliquie del santo in una chiesetta, che poi diventerà
l'attuale basilica, sull'altura detta ora Monte San Biagio, sulla cui vetta fu
eretta nel 1963 la grande statua del Redentore, alta 21
metri. Dal 1863 ha assunto il nome di Monte San Biagio la cittadina chiamata
prima Monticello (in provincia di Latina). Numerosi altri luoghi nel nostro
Paese sono intitolati a lui: San Biagio della Cima (Imperia), San Biagio di
Callalta (Treviso), San Biagio Platani (Agrigento), San Biagio Saracinisco
(Frosinone) e San Biase (Chieti), ma lo troviamo anche in Francia, in Spagna, in
Svizzera e nelle Americhe... Fonte: Famiglia Cristiana
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