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Festa in onore della Madonna della Catena |
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Un prodigio del 16 agosto 1573
Nardo Truglio di questa terra di Librizzi teste interrogato sotto giuramento disse: già sono anni tri circa che una sua figlia nomine Bittuzza avendo auto lu mali di li valori ristau per ditto mali difittusa di un brazzu sinistru di sorti che li accurziau lu nerbu del dittu brazzu... essendo questa matina il giorno della festa di Santa Maria della Catena et volendo secundo il costume usciri la immagine di detta nostra signora per farsi la solita processione ipso testimonio come padre di detta Bittuzza per sua devozione posi ditta sua figlia in la vara con speranza che detta Nostra Signora avesse auto a usare la pietà con ditta sua figlia che si addormentau et arrivata che fu la ditta figura nel Pianu di la piazza dove è la cappella di detta figura quella ferma volsi prendersi la ditta figliola da ditta vara e ritruvavu ditta sua figliola essere stata guarita et sanata de ditto brazzo … accussì incuminciau a diri in ditta plaza misericordia che era statu fattu dittu miraculu.
il documento si trova in “Librizzi - documenti, uomini e fatti prima e dopo il mille” di Antonino D’Amico, Edas 1996 |
Artisti della scuola dei Gagini, intorno al 1540, scolpiscono nel marmo alcune statue della Madonna: s’accende la contesa per la più bella, e la sorte arride ai Librizzesi. Un carro la porta al paesello, ma, sul limitare, i buoi si fermano: la statua si fa così pesante che non può più essere trainata. Un pastore dà fiato alla sua “ciaramedda” e ne trae una melodia così dolce che la Madonna della Catena riprende il cammino verso la sua Cappella di Librizzi: libera dalle catene della schiavitù, in quegli anni tristi in cui frequenti erano le incursioni dei pirati saraceni sulle nostre coste. E’ la Patrona. La prima domenica dopo ferragosto 24 portatori scalzi conducono in processione la pesante statua della Madonna su un’antica “vara” in legno. |
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| Tra la gente che fa ala, al saluto di “Viva Maria”, scendono la scalinata della chiesa e, insieme ai penitenti scalzi, vanno incontro alla bella statua lignea secentesca di San Michele Arcangelo. La processione si muove al suono di banda e cornamusa, tra botti e fuochi d’artificio. Sotto un antico noce, si ricorda il prodigio dell’arrivo della Madonna. |
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