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TRISTE RITORNO
Quando tornai là, dov'ero nato, guardai la terra desolata e triste e col pensiero gli anni forse rividi ancora e li rivissi tra i ciottoli sparsi dell'allegre viuzze ora deserte. Lunghe dal muto cielo spandeva ombre la luna, e fra i nudi anfratti di muti casolari sentivo echeggiare l'acuto strido dell'aborrita civetta. Tutto intorno era silenzio sterminato ed immenso nel quale forse aleggiano ancora gli spiriti di coloro che vissero e gioirono con me. Tutto pareva triste, anche le case, e sui muri le crepe si stagliavano lunghe ed aggrinzite. Anche le cose, ora, soffrivano!... Risentii l'eco delle voci amiche, rividi visi pallidi ed emaciati, stanchi fantasmi trascinar le gambe e poi più nulla. Era la mia terra e non è più! Il tempo inesorabilmente seco trascinò quant'era bello. Muri solitari ed alberi stecchiti ti guardano e piangono in sordina. Vorrei gridare, ma la voce muore come l'eco smarrita di tante voci che non sono più.
da "Ombre nel deserto" di Leandro Siracusano Pellegrini Editore - Cosenza,
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